psicoanalisi al microscopio: micropsicoanalisi - logo

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La micropsicoanalisi è un metodo di natura freudiana che permette di conoscere e riequilibrare lo psichismo. Centrata sul processo delle libere associazioni, si svolge in situazione divano-poltrona; tuttavia, si specifica per importanti innovazioni tecniche introdotte da Silvio Fanti negli anni cinquanta:

Le sedute lunghe. Hanno due caratteristiche essenziali: la loro durata tipo è di tre ore, la loro frequenza è di almeno cinque volte alla settimana.

I supporti tecnici. In determinati momenti del lavoro, l’analizzato studia in seduta diversi documenti relativi alla sua vita:

• l'albero genealogico
• le fotografie personali e familiari
• le piantine dei luoghi in cui è vissuto
• vari scritti (corrispondenza, quaderni scolastici, disegni dell’infanzia, diari…).

A seconda della struttura della personalità e dei conflitti nevrotici dell'analizzato, la durata e la frequenza delle sedute possono essere modulate.
Così, il micropsicoanalista può proporre una micropsicoanalisi a periodi (ciascuno di qualche settimana di sedute quasi quotidiane) o in forma più continua (tre sedute alla settimana).

Grazie alla congiunzione di questi due elementi (durata e frequenza delle sedute), il lavoro analitico acquisisce una continuità, una profondità e una coerenza che connettono fisiologicamente la vita dell’analizzato ai suoi vissuti infantili, intra-uterini e ancestrali.

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Simbolo della psicoanalisi - Edipo e la Sfinge

Una psicoanalisi
"al microscopio"

Questo metodo offre delle condizioni che facilitano le libere associazioni, e dà così a una persona la possibilità di raccontare la sua storia attuale e passata, descriverla e coglierne il senso fino nei minimi dettagli: da qui il nome micropsicoanalisi.

Il suo obiettivo è di fare emergere i vissuti, i desideri, le difese e le emozioni rimossi nell'inconscio durante il periodo utero-infantile e che ripetiamo a nostra insaputa durante tutta la vita, in particolare nella nevrosi.